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I mutui costano alle famiglie 200 € in più al mese rispetto al 2022

In Europa salgono i tassi di interesse e con essi anche le spese che devono affrontare le famiglie italiane con un mutuo a tasso variabile. Dal luglio dello scorso anno infatti, un milione di famiglie ha visto aumentare considerevolmente le rate per l’estinzione del prestito, con impennate che si aggirano sui 200 euro. Rispetto allo scorso anno, le rate aumentano quasi del 15% per i mutui ventennali e più del 30% nel caso di mutui a 30 anni.

Secondo i dati ISTAT nel nostro Paese, su un totale di circa 25 milioni di nuclei familiari – composti in media da 2,3 persone – sono circa 3 milioni e mezzo le famiglie che hanno acceso un mutuo. Tra queste, a pagare la propria casa in rate a tasso variabile sono poco più di un milione (1.029.028), cioè il 29,8% del totale, riferiscono i dati della Banca d’Italia. In numeri assoluti significa che sui 425,5 miliardi di euro erogati dalle banche per i mutui sugli immobili, 303,8 miliardi sono a tasso fisso e 121,8 miliardi a tasso variabile.

Proviamo a spiegare l’impatto su una famiglia media italiana con una simulazione. Acquistare una casa nella periferia di Milano, costa, in media, 200.000 euro. Accendendo un mutuo a tasso variabile di 20 anni a luglio 2022, la famiglia Rossi avrebbe ottenuto il prestito con un tasso dello 0,5%. Se la rata, al netto degli interessi, fosse stata di 10.000 euro all’anno, questo avrebbe comportato una spesa annuale di 10.200 euro e una mensile di 850 euro. Alle stesse condizioni, nei prossimi mesi del 2023 i Rossi dovrebbero affrontare – a causa dell’aumento del 14,7% dei tassi – degli interessi pari a circa 1.700. Questo significa dover spendere circa 11.700 euro all’anno e 975 euro al mese.

La discrepanza è ancora più netta se si prende in considerazione un mutuo a tasso variabile spalmato su 30 anni, con una rata annua di circa 6.660 euro. Se la scorsa estate la famiglia Rossi riusciva a spendere per la rata mensile del trilocale circa 580 euro, oggi dovrà pagare a fine mese circa 763 euro e rotti, cioè un terzo in più rispetto a prima. L’ammontare annuale infatti, in termini di interesse, è passato da appena 300 a 2.550 euro per la stessa casa.

La ricerca è stata pubblicata anche su Huffington Post Italia.

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