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Referendum: cresce l’attenzione, ma l’Italia resta esposta a disinformazione e sfiducia

Cresce il dibattito intorno al referendum e aumentano le occasioni di confronto, ma tra gli elettori resistono incertezze, disinformazione e una fiducia sempre fragile verso la politica.

È quanto emerge dal nostro ultimo sondaggio  presentato nel corso della trasmissione L’Aria che Tira su La7. Il quadro che ne risulta è quello di un Paese più attento, ma ancora attraversato da profonde ambivalenze: si parla di più del referendum, ma non sempre con chiarezza o precisione. Una parte significativa dell’elettorato continua infatti a ricevere messaggi poco chiari o polarizzati.

Nonostante questo, si registrano segnali di partecipazione: l’affluenza potrebbe superare il 40%, con un coinvolgimento che attraversa i confini tradizionali degli schieramenti. Particolarmente rilevante è il dato relativo a chi non ha votato alle ultime elezioni ma intende recarsi alle urne in questa occasione: un’indicazione di quanto il referendum venga vissuto anche come espressione di protesta o rottura con l’establishment.

Il sondaggio evidenzia inoltre fratture all’interno dei principali schieramenti politici: nell’opposizione prevale una certa distanza rispetto allo strumento referendario, mentre nella maggioranza il voto sembra assumere, in parte, il valore di un messaggio critico verso figure come Schlein e Landini.

Come sottolinea Giacomo Spaini, presidente di IZI: “È interessante che una quota non trascurabile di elettori che non hanno votato alle ultime elezioni andrà alle urne: segno che questo referendum è percepito in chiave anti sistema.”

Il sondaggio è stato ripreso da numerose testate nazionali e agenzie stampa tra cui ANSA, askanews, Adnkronos, Il Manifesto,  Il Mattino, La Stampa, La Sicilia, Il Foglio, La Gazzetta del Mezzogiorno, Gazzetta Matin, la Provincia pavese, La nuova Sardegna, Notizia.it

Per rivedere la puntata:  L’Aria che Tira 

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